Il 13 e 14 febbraio, presso il Teatro Massimo Città di Siracusa, andrà in scena Radio Killers, di Valeria La Bua.
Radio Killers è una macchina infernale alimentata da una domanda: che cosa porta un uomo a uccidere un altro uomo? È un lavoro in quadri che si propone di sviscerare tre eventi di cronaca nera partendo da un punto di vista che lascia sgomenti: quello dell’assassino.
Che cosa porta, infatti, un uomo a oltrepassare il confine, quando determina la morte di un suo simile? Non è un caso che si tratti di uno degli interrogativi più indagati nella storia della filosofia, ed è per questo che è il punto di partenza della nostra riflessione drammaturgica, con particolare riferimento ad Hannah Arendt e alla sua opera più famosa, La banalità del male.
I protagonisti dei quadri sono: un ufficiale della gendarmeria francese, una coppia, un padre. Questo ci consente di scandagliare il territorio del pubblico come del privato, avendo come punto di riferimento la cronaca e il modo in cui viene raccontata.
Nel primo quadro, l’ufficiale della gendarmeria Marianne Mathieu causa la morte di una migrante nigeriana. Nel secondo, i protagonisti sono marito e moglie che, come Rosa e Olindo, uccidono i vicini di casa. Nel terzo, il protagonista misterioso ci farà sentire una radiocassetta che svelerà solo alla fine il suo intento: vendicare il figlio, travolto in un incidente d’auto dal suo cantante preferito.
I personaggi descritti dai tre testi finiscono intrappolati in una sorta di loop dal quale non riescono più a uscire. Prigionieri tanto delle loro emozioni, quanto delle situazioni createsi intorno a loro. Il rapporto col tempo diventa problematico, fino a diventare l’indice della compromissione di un sistema. Un tempo circolare, sempre identico a se stesso, dal quale sembra impossibile uscire. La radio, allora, diventa l’unico punto di contatto con un mondo che sembra lontanissimo. È un oggetto magico, mutevole, che connette più luoghi insieme.
