Il 26 e 27 marzo, presso il Teatro Massimo Città di Siracusa, andrà in scena Io, una corsa infinita di Costanza Di Quattro.
Il mito di Io tra fuga e trasformazione. Il testo prende spunto dalla figura mitologica di Io, sacerdotessa amata da Zeus e trasformata in giovenca per sottrarla all’ira di Era. Costretta a fuggire per terre lontane, Io attraversa luoghi e identità in una corsa senza fine, che diventa metafora del desiderio di liberazione e di affermazione del sé.
La vicenda viene rielaborata in chiave contemporanea, con una protagonista che rievoca il mito per dar voce a una condizione di disorientamento, lotta e rinascita.
Regia essenziale e centralità del corpo. La regia di Cinzia Maccagnano costruisce un impianto visivo minimale, in cui la parola e il gesto si fondono per restituire la complessità emotiva del personaggio. Alessandra Salamida è sola in scena, impegnata in una prova d’attore che privilegia la fisicità e la modulazione del ritmo narrativo, guidando lo spettatore in un percorso di identificazione e distacco.
Femminile, mito e contemporaneità. Lo spettacolo intreccia riferimenti alla mitologia classica e dinamiche esistenziali contemporanee, esplorando il conflitto tra volontà e destino. Il titolo, Io – una corsa infinita, evoca la tensione costante verso una meta sfuggente, rappresentando una condizione universale di ricerca identitaria.
